#WHYSYRIA : La crisi siriana in 10 minuti e 15 mappe

#WHYMAPS è un progetto online che utilizza le mappe per spiegare la storia. Con questo video vuol farsi inoltre sostenitore della campagna per la Siria di SAVE THE CHILDREN. Tracciando cartine e usando poi i colori per maggiormente definirne popoli e confini, ci viene riproposta la storia ripercorrendo in questo caso l’evoluzione della Siria da ieri fino ad oggi per anche cercarne di capire gli attuali sviluppi degenerati nell’interminabile guerra in atto.

La Siria, Stato arabo del vicino Oriente, dista otto ore di aereo dalla Spagna. Rispetto ai propri confini, la sua popolazione si concentra tutta nella parte più a nord, perché la restante parte è un enorme deserto, a quel che ci è noto, un deserto molto importante. Vi si trova, infatti, un terzo delle riserve di petrolio del mondo e anche di gas naturale, che secondo alcuni sarebbe il nuovo petrolio.
Per estrarre da lì la materia prima e portarla in Europa bisogna aggirare l’intera penisola e uscire dal canale di Suez, oppure con più facilità attraversarla in linea retta passando da un territorio all'altro. Chi controlla poi queste tubature le può aprire e chiudere come un rubinetto, se non si paga, non ci sono né petrolio né gas.

La Siria è una regione ricca di meraviglie. La sua opera di civilizzazione è passata attraverso tre aree. Una di queste è la Mesopotamia. La seconda è quella dei Sumeri, forse meno noti, ma che segnano proprio l’inizio di tutto, dato che sarebbero gli autori della Torre di Babele di cui si narra nella Bibbia. La terza area è quella dell’Egitto, che si trova sempre nel territorio di cui tratta il video e che è sempre stata un punto di contatto tra oriente e occidente, dando all’Asia uno sbocco sul Mediterraneo. Ed è forse per questo che nascono qui le principali religioni monoteiste, il Giudaismo, il Cristianesimo e l’Islam.
Data dunque la rilevanza di tutta quest’area, tutti hanno voluto controllarla e si è poi sempre anche trovata all’interno di qualche Impero, Persiano, Greco, o Romano.

Quando l’Impero Romano finisce per dividersi in due, l’ultima delle religioni monoteiste, l’Islam, costruisce il suo Impero. Gli europei cristiani cercano di recuperare il territorio attraverso le crociate. Gli ultimi ad arrivare sono i turchi, che non arrivano dalla Turchia, ma da una zona sperduta dell’Asia, insieme a Genghis Khan. Conquistano tutto e fondano l’Impero Ottomano, che resta lì fino alla Prima Guerra Mondiale, 600 anni. Quando finisce la Prima Guerra Mondiale, dove prima c’era l’Impero Ottomano appaiono piccole nazioni, e per la prima volta vediamo la Siria in una mappa. A inventare queste nazioni: Palestina, Siria, Jordania, Iraq, Arabia, Turchia, è L’Accordo Sykes-Picot, che nel 1910 era ancora Top Secret.
I francesi e gli inglesi non potevano sconfiggere da soli l’Impero Ottomano. Potevano farcela solo se appoggiati dalla gente che viveva all’interno, per la maggior parte arabi. E per convincerli promisero loro LA GRANDE ARABIA, un Paese solamente per loro, solo che era una truffa.
Tra parentesi, gli arabi sono un popolo non una religione, cioè un arabo può essere musulmano, può essere cristiano, e prima dell’Islam sembra ci fossero tribù arabe con tradizioni ebraiche.
Agli arabi non fu data quell’unica nazione che era stata loro promessa. Al suo posto, francesi e inglesi crearono tutte quelle piccole nazioni, che in realtà non lo erano, in quanto sottomesse al loro controllo, con governanti installati da loro. Durante questo periodo fanno infatti ciò che vogliono con l’intero territorio. C’è un forte interesse per il petrolio. La Siria, pur senza grandi riserve, ha uno sbocco comodo sul mare, e la Francia, che si è presa la Siria, lo rifornisce alle compagnie straniere.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale gli europei se ne vanno. Nel caso della Siria, prima di andarsene creano un altro Stato, Israele. Uno Stato molto polemico che i vicini non riconoscono. Prova ne è che non appena se ne vanno gli inglesi, tutti gli altri Stati vicini lo attaccano. La zona da allora diventa una bomba a orologeria. Nel frattempo in Siria ci sono colpi di stato costanti. In quel periodo vi compare anche un’ideologia che prende il controllo e si estende nel mondo arabo, il Ba’thismo. Questa ideologia mescola l’antico sogno di un’unica nazione araba, con idee socialiste e, cosa molto importante, è laica, non religiosa. La Siria arriva a unirsi con l’Egitto, un Paese con cui non ha confini, molte fra le altre di queste nazioni cercano di farlo. A questa gente era stata promessa un’unica nazione e la voglia l’aveva ancora, ma l’unione fallisce.
In questo periodo l’Egitto le convince a nazionalizzare il petrolio.
In Siria Al-Assad, il padre dell’Al-Assad di ora, diventa il capo dello Stato Ba’th. In Iraq, sempre Ba’th, comincia a prendere forza Saddam Hussein. Le differenze tra i due Paesi dividono i partiti Ba’th delle altre nazioni in Pro-Syria o Pro-Iraq. E’ il momento della Guerra Fredda, il mondo si divide in due. O stai con gli Stati Uniti o con l’Unione Sovietica. Sono anni molto movimentati in cui si battono costantemente con Israele. Invadono il confinante Libano e comincia un’opposizione islamista al regime Ba’th di Al-Assad. I fratelli musulmani.

La maggior parte degli arabi, dicevamo, erano musulmani. All’interno dei musulmani ci sono due rami fondamentali. I sunniti, che sono la maggioranza, e gli sciiti. E nel caso della Siria, nonostante sia uno stato laico, i governanti come Assad e i capi militari erano sciiti, i quali rappresentano meno del 13%, invece quasi il 70% della popolazione è sunnita. I cristiani sono quasi il 10%. Che gli sciiti controllino il governo e l’esercito irrita la popolazione sunnita, e questo sentimento è sfruttato dai Fratelli Musulmani. Islamisti radicali sunniti. Questi brandiscono le armi nella città di Hama contro il governo e Assad stana la rivolta a costo di uccidere migliaia di civili e incarcerare molta gente.
Nel 2000 Assad padre muore e gli succede Assad figlio. Dinanzi alle pressioni libera molti prigionieri, porta internet e speranze di cambiamento. C’è un periodo di grande dibattito politico e compare l’opposizione. Tornano anche i Fratelli Musulmani.
Gli anni successivi sono difficili: arrestano gli oppositori e Bush include la Siria nell’Asse del Male (Iran, Iraq, Corea del Nord, Cuba, Libia), e ciò la isola, è visto di cattivo occhio negoziare con la Siria. Anche i curdi, un popolo che vive sparso in vari Paesi del territorio, iniziano a protestare. Ci sono repressioni e morti.

Nel 2011 nasce la Primavera araba. Una protesta che si diffonde in tutti i Paesi arabi chiedendo più democrazia. Di fatto il mondo arabo, nonostante sia diviso in nazioni, ha tendenze generali comuni. Con la Siria, Assad figlio finisce per usare l’esercito e negli scontri muoiono circa mille persone. Gli scontri aumenteranno fino a divenire una guerra civile. Non c’è un momento esatto d’inizio. Ciò che è rilevante è che oggi ci sono diverse fazioni in gioco. Tutto è inoltre diviso tra sciiti, la minoranza, e sunniti, la maggioranza. Sciiti e anche laici, cioè non religiosi, sono il governo di Al-Assad, che controlla tutte le zone sciite della nazione. Il governo di Assad si oppone al resto.
Sempre in maggioranza laico ma sunnita è l’Esercito Libero della Siria o FSA in inglese. Insieme con il Fronte Islamico, che è religioso, e altri settanta e passa altri gruppi, formano un’alleanza che la stampa chiama semplicemente l’Opposizione. Sempre sunnita e islamista ma radicale, è Al-Nusra, chiamato Al-Qaeda in Siria.
Altri islamisti radicali sono l’Isis o Stato Islamico. Vengono da Al-Quaeda in Iraq, controllano la maggior parte di Siria e Iraq e sono diventati noti per le loro atrocità.
Il loro obiettivo teorico riguarda molti, uno Stato islamico lungo l’Asia, l’Africa e il levante. Poi c’è il popolo curdo, che il presidente Al-Assad aveva represso, come anche i governi dei Paesi vicini. Ora, controllano militarmente questa zona.
Per finire, vediamo gli appoggi internazionali aggiornati a ottobre 2015. Le forze di Al-Assad sono appoggiate dalla Russia che già aveva una base militare nel Paese prima del conflitto dall’Iran e dalla Cina.
Sono tutte nazioni di quello che l’Europa chiama “oriente”. Contro Assad, ad appoggiare la cosiddetta Opposizione, lottano Stati Uniti, Turchia, Francia, Gran Bretagna e Arabia Saudita.

#WHYMAPS ricapitola a conclusione in questo modo, rilevando quanto questa regione sia strategica per la sua situazione privilegiata per cui tutti la vogliono e per cui la Siria è poi sempre stata sotto l’ombrello di grandi imperi: "Mentre la Francia ha quattrocento anni e così anche la Gran Bretagna, la Siria ha soltanto meno di cento anni e si governa da se da poco più di cinquanta. Non ha mai scelto le sue frontiere, le sono state imposte. L’Europa divide il Medio Oriente a suo piacimento per controllarlo, disegnando nazioni senza tener conto della popolazione. Secondo molti storici ogni popolo ha il diritto di gestire il proprio destino, ma tutti gli elementi presentati nel video giocano contro i progetti come la Siria Ba’th, per di più usando la repressione per mantenersi. Alla fine producono una guerra civile e in tutta questa situazione appaiano attori che si alimentano della disperazione, del sentimento sunnita di oppressione e della visione dell’Occidente come invasore. L’ISIS usa l’identità araba e la mitologia di antichi imperi".

Quando si vuole capire il presente, termina #WHYMAPS, c’è da chiedersi, e il passato?
Ci sono certamente cose che non possono essere rappresentate su una mappa, come la sofferenza del popolo intrappolato oggi in questa guerra civile.
Autore eclidor
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