Geopolitica gioco di potere del "qui comando io", Ucraina nel mirino della geopolitica americana - Guerre USA pianificate, del via libera al terrorismo

George Friedman statunitense esperto di geopolitica e stratega in affari internazionali fu fondatore nel 1996 della società di servizi segreti e editoriale d'intelligence di nome "Stratfor", dall'esteso "Strategic Forecasting" (Previsioni strategiche). Ne fu presidente fino al 2015 dopodiché sempre impegnato in comunicazioni e relazioni internazionali per la Stratfor come vice presidente, fondò e divenne presidente di "Geopolitical Futures" (scenari geopolitici futuri), un nuovo editoriale online che studia e analizza le possibili evoluzioni degli eventi globali.

Questo video risale al Chicago Council on Global Affairs del 2015. Il Consiglio di Chicago sugli affari globali, un think tank (riunione di esperti o serbatoio di opinioni) sugli affari globali, è inteso come organizzazione apartitica indipendente atta a fornire una visione, e influenzare il discorso pubblico, sulle questioni critiche globali. Istituito da George Friedman nel 1922 come forum neutrale per discutere di affari esteri durante un periodo di isolazionismo negli Stati Uniti dopo la Prima Guerra Mondiale, il Consiglio arrivò a rilasciare indagini annuali dell'opinione pubblica americana sulla politica estera degli Stati Uniti, ospitando eventi pubblici con relatori, politici, uomini d'affari, giornalisti e altri esperti e alte cariche di Stato internazionali, oltre a diversi presidenti passati e attuali degli Stati Uniti.

"The Chicago Council on Global Affairs" ha pubblicato di recente rapporti su iniziative nel 2009, oltre che per la fame nel mondo, per armare l'Ucraina. Arrivando a produrre nel febbraio 2015 il rapporto "Preservare l'Indipendenza dell'Ucraina, Resistere all'Aggressione Russa: Quello che gli Stati Uniti e la NATO Devono Fare", sollecitando gli Stati Uniti e la NATO a fornire assistenza difensiva letale per preservare l'indipendenza dell'Ucraina.

In occasione dell'intervento in video, George Friedman apre alla discussione sulla crisi emergente in Europa, che descrive piena di focolai fumiganti sotterrati pronti a riesplodere. Tra cui diverse località, distretti di confine, e dinamiche culturali, che hanno il potenziale di sconvolgere l'Europa per come la conosciamo ora, aggiunge Friedman passando in rassegna i focolai e lo stato di emergenza. Esponendo le situazioni geopolitiche attuali, passa in un crudo e cruento excursus tra circostanze belliche passate, presenti e future. Riferendosi in particolare al 'caso' Ucraina, parla del sostegno militare attivo da parte degli Stati Uniti nella guerra in Ucraina, dirà, fino al punto da esser stati i soldati ucraini illecitamente 'premiati' con medaglie dal comandante dell'esercito statunitense, come se anch'essi facessero parte dell'esercito americano, informandoli inoltre del totale appoggio armato statunitense con invio di strumenti d'artiglieria e tutto quanto il materiale bellico possibile immaginabile lungo Polonia, Romania, Bulgaria e Paesi limitrofi all'Ucraina. Il tutto agendo al di fuori delle restrizioni NATO per raggirarne l'ostacolo. Alludendo, con quello che chiamerà 'cordone sanitario' da prepararsi da parte degli Stati Uniti attorno alla Russia, a qualcosa per niente innocuo, e ad alleanze ucraino-americane prefigurando conflitti in Europa di là di quelli attuali.

Lungi dal ritenere l'estremismo islamico come minaccia o il vero nemico, Friedman continua il dibattito proiettato sugli interessi esteri "ben altri", nella sola preoccupazione dirà cioè e già causa delle passate Guerre Mondiali, che la Russia insieme alla Germania non diventino superpotenze o ciò da ritenersi come la vera minaccia. Senza mancare di elogiare subito dopo la superpotenza USA che controlla tutti gli Oceani del mondo senza che nessuno possa invadere gli Stati Uniti ma viceversa gli Stati Uniti altri popoli, fa presente che "il modo migliore per sconfiggere una flotta nemica è impedire che sia mai costruita". E aprendosi quindi alle strategie di potere, "La linea politica che raccomanderei è quella adottata da Ronald Reagan nei confronti di Iran e Iraq: finanziò entrambi gli schieramenti facendo sì che si combattessero fra di loro e non combattessero contro di noi. Era una cosa cinica e certamente non morale, ma ha funzionato… e questo è il punto".

Insomma proprio quello che gli americani stanno facendo in Ucraina, mettendo lo stesso popolo russo dell'Ucraina in guerra tra loro una volta spaccatosi in due.

In situazioni di inferiorità numerica non resta agli Stati Uniti, aggiunge, che "dare appoggio a numerose potenze rivali affinché si scontrino fra di loro: appoggio politico, economico, militare, consulenti… e in extremis possiamo fare ciò che abbiamo fatto in Giappone, in Vietnam, in Iraq ed in Afghanistan, attacchi invalidanti. L'attacco che invalida non ha l'obiettivo di sgominare il nemico, ma quello di destabilizzarlo".

Facendo il quadro della situazione, George Friedman passa agli scenari possibili sul fronte ucraino considerando le strategie degli USA e della Russia, rimanendo fortemente in dubbio però sulla posizione della Germania in tutto questo, visto la complessa situazione import-export tra quest'ultima e la Russia e il coinvolgimento con la compagnia russa produttrice di gas naturale, Gazprom.

E mentre lo stratega Friedman rimane cinicamente incentrato sulle incognite geopolitiche di una ferita aperta che ancora piange le sue vittime di guerra in Ucraina, di nuovo apprendiamo dai primi attori le fila d'imbarazzanti retroscena che per mano USA hanno appoggiato e appoggiano economicamente e militarmente schieramenti rivali in passato come ora per farne un massacro nella conquista di territori e ricerca di potere, senza minimamente pensare alle conseguenze.

Autore eclidor
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