TTIP - Cosa c'è sotto? - Ce ne parla Stiglitz, economista statunitense

Quanto conta il 'bene' di pochi a dispetto del bene di molti? O è forse il 'bene' di pochi soliti a prevalere su quello di molti? Possono barattarsi tutela dell'ambiente fin gli stessi alimenti che da esso ne derivano, in nome di un dio che Dio non è, ma che in veste di 'sporco' denaro maschera realtà a suon di promesse illusorie?

Il TTIP, Partenariato Transatlantico che avrebbe in previsione la libera circolazione di prodotti e servizi tra Europa e Stati Uniti è messo sotto attacco non solo dalla maggioranza civile da una parte all'altra della costa, ma anche da esponenti autorevoli dell'economia quali lo statunitense Joseph Stiglitz, economista e premio Nobel nel 2001. Il quale, lo vediamo nel video ospite al Parlamento Italiano il 24 settembre 2014, invita a non firmare tale accordo (TTIP) in quanto, dice, non si tratterebbe di un trattato di libero scambio, bensì di un accordo di tutt'altre intenzioni.

Tra gli aspetti da lui rilevati: "Quale accordo di libero scambio esso dovrebbe semplicemente limitarsi all'eliminazione di dazi doganali e barriere varie, mentre in realtà gli Usa nascondono dietro quest'accordo un patto per la gestione del commercio per interessi particolari negli Stati Uniti a dispetto perfino degli stessi cittadini americani".

Inoltre, "questi i motivi per cui l'USTR, Organismo a rappresentanza del commercio statunitense, non ha voluto diffondere il contenuto delle trattative ricorrenti finanche ai membri del nostro Congresso, come già ai comuni cittadini, perché rimangano all'oscuro della natura dei negoziati".

"Le tariffe sono di per se già molto basse, continua Stiglitz, e quello che dovrebbe essere un accordo di libero scambio è in realtà un accordo per la gestione delle norme ambientali, della sicurezza, e del lavoro, tramite un provvedimento detto 'accordo per gli investimenti' con il fine espresso di difendere i diritti degli investitori. Che trascura però il fatto che in Europa già ci sono leggi a sufficienza a protezione degli investitori stranieri in Europa e più di quante ce ne siano piuttosto a favore degli stessi cittadini europei. Mentre quello degli investitori americani è il punto su cui insistono in particolar modo gli Stati Uniti".

Di quale accordo si tratta dunque? Neanche della protezione degli investitori, "ma di un modo per assicurarsi da parte degli Stati Uniti di poter scavalcare le norme ambientali, sanitarie e così via, e che da parte dell'Europa si rinunci al diritto di proteggere i propri cittadini".

Certo è che se quello che in realtà hanno intenzione di fare è far riempire i supermercati di cibi transgenici o geneticamente modificati (OGM), mettendo così a rischio la salute alimentare, e allo stesso tempo dicessero chiaramente queste loro intenzioni, è altrettanto evidente che il disaccordo prevarrebbe su qualsiasi tipo di accordo si voglia lasciar passare.

Autore eclidor
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