Quando Napolitano elogiava ed esaltava Bashar Assad

Nel 2010, poco prima che iniziasse la guerra civile ad opera di gruppi islamisti finanziati e armati da paesi come USA, Francia, Arabia Saudita, Qatar e Kuwait, il nostro ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si recò in visita ufficiale a Damasco, in Siria, elogiando in modo sperticato il Presidente Bashar Al Assad, che dopo pochi mesi sarà demonizzato dagli Stati Uniti, e di conseguenza da tutti i loro alleati, tra cui il nostro paese.

Ma Napolitano non si fermò alle belle parole nei confronti del Presidente Siriano. Lo insignì di un prestigioso riconoscimento, nominandolo "Cavaliere di Gran Croce", onorificenza riservata normalmente a quei presidenti della Repubblica che si distinguono per importanti benemerenze. Il premio fu ritirato 2 anni dopo, quando la Repubblica Araba Siriana fu inserita nel cosiddetto elenco degli "stati canaglia".

Napolitano elogiò senza mezze misure l'operato di Bashar Assad, ed in particolare la grande laicità del suo governo, che pur essendo guidato da musulmani, rispettava tutte le minoranze presenti nel paese, e riconosceva pieni diritti alle donne, che in Siria non sono discriminate rispetto agli uomini, godono degli stessi diritti. Niente a che vedere con l'Arabia Saudita, monarchia islamica che applica la rigorosa "Sharia", e non permette nemmeno di guidare un'automobile alle donne. Così come sono discriminati gli omosessuali, ma nessuna organizzazione per i diritti LGBT sembra vederlo, troppo impegnati a fare le pulci a Putin, che certo non è "gay friendly", ma in Russia l'omosessualità non è certo un reato penale.

Questo dimostra, se ce ne fosse bisogno, quanto sia forte l'influenza delle decisioni USA: che piegano i nostri governanti come giunchi al vento. Ascoltate le parole di Napolitano e meditate!
Autore veritanwo
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