Molenbeek, i residenti si rifiutano di essere associati ai terroristi

Molenbeek, il quartiere di Bruxelles da cui provenivano due responsabili degli attentati di Parigi, è da una settimana che è oggetto di perquisizioni.

Gli immigrati che vivono lì capiscono la paura con cui Parigi sta convivendo, ma si sentono vittime di una discriminazione generalizzata. Più volte hanno tenuto a precisare che loro non hanno in comune gli ideali degli attentatori: nonostante abbiano in comune la religione, essa non ha mai invitato nessuno a uccidere persone innocenti. Anzi, l'Islam, quello puro che non vuole essere solo una facciata con cui nascondere altri scopi, è il primo a condannare questi attacchi terroristici. Come molti stanno sostenendo, infatti, gli attacchi terroristici non sono una guerra di religione, ma presentano scopi politici.

Inoltre, come al solito, il giornalismo non ha mai un limite: sono cinque giorni che inviati da tutto il mondo hanno assalito la piazza principale di Bruxelles e cercano di intervistare chiunque passi di lì. Gli immigrati che vivono a Bruxelles hanno paura di finire in un vortice di stereotipi infinito che ricadrà sulla loro possibilità di ricevere la cittadinanza e sul futuro dei loro figli.
Nel video qui proposto viene presentata l'intervista all’Imam della Grande Moschea di Bruxelles. Mouhamde Galaye Ndiaye, con poche domande, è riuscito a fornire una descrizione dettagliata della situazione che si vive a Bruxelles e quali sono le sue considerazioni a riguardo.
Autore Alessandra
Vota questo articolo
Condividi

Lascia il tuo commento!