"Frena" - Putin è stanco dei continui attacchi di Hillary sulla Russia

E mentre Hillary Clinton aizza alla guerra, Putin risponde con perplessità, della serie, Hillary datti una calmata o addio al sogno americano.

Ruptly, agenzia internazionale di video notizie con sede a Berlino e l'intento di offrire alle emittenti online così come a quelle televisive contenuti sulle principali questioni del nostro tempo con particolare attenzione a fatti per la maggior parte ignorati dai principali media, evidenzia in questo video un 'soffuso' stato di malessere al governo Putin per machiavelliche provocazioni da oltreoceano anche in sede di pre-elezioni presidenziali americane, che avranno luogo la giornata odierna, 8 novembre 2016.

Pubblicato il 21 ottobre, in questo video vediamo l'intercalarsi tra il dibattito dei due candidati Donald Trump e Hillary Clinton in corsa per le elezioni presidenziali e tutta risposta di Putin riguardo alle insinuazioni ricevute da quest'ultima.

Vladimir Putin, attuale presidente della Federazione Russa, risponde non essere più divertente ... "se qualcuno lì fuori vuole il confronto, non siamo noi a volerlo, dice, ma ciò significa che ci saranno dei problemi".

Affermazioni decise quelle che precedono la risposta di Putin, lanciategli dall'attuale segretaria di Stato degli Stati Uniti Hillary Clinton ancor prima che sia decretato il nuovo presidente americano: "… mai accaduto che un governo estero cerchi di interferire con le elezioni americane", dice molto infastidita, accusando il vertice del Cremlino di attacchi di spionaggio tecnologico tramite 17 agenzie d'intelligence civili e militari progettati per influenzare le elezioni americane.

Piuttosto abbattuto in volto Putin ai partner e amici americani: "Mi piacerebbe placare gli animi. Non abbiamo alcuna intenzione di influenzare il corso degli eventi nelle elezioni degli Stati Uniti. La nostra risposta è semplice, dice, non abbiamo idea di cosa accadrà dopo l'elezione del nuovo presidente. Certo è che la signora Clinton ha scelto di assumere un atteggiamento molto aggressivo contro il nostro paese, contro la Russia".

"D'altra parte, aggiunge, ... il signor Trump chiede collaborazione, per lo meno quando si tratta di lotta internazionale contro il terrorismo. Naturalmente accogliamo quelli che vorrebbero collaborare con noi e consideriamo sbagliato dover essere sempre in conflitto l'un altro attraverso minacce esistenziali per ciascuno e per il mondo intero, così come mancare nel conseguimento di risultati nella lotta internazionale contro il terrorismo". A questo punto Putin rigira le domande a chi in quel momento gliele pone.

Continua: "Come andranno le cose dopo le elezioni americane? Non lo sappiamo. Manterrebbe il candidato presidenziale Trump le sue idee di cooperazione con la Russia? Fino a che punto sosterrebbe tali aspirazioni?

Manterrebbe la signora Clinton le sue minacce e dura retorica contro la Russia, se diventa presidente? O correggerà la sua posizione contro di noi?

Non lo sappiamo, dice.

Lasciatemi però ripetere che mettere a repentaglio le relazioni russo - americane al fine di guadagnare bei punti internamente, ritengo sia dannoso e controproducente.

E non è la prima volta.

Avete analizzato le campagne elettorali precedenti? Questa retorica si sta solo ripetendo.

"Aspetta solo che passi, passerà!" … questo, ho già detto, è quello che ci sussurrano nell'orecchio".

Così che mentre Clinton sbraita che il governo russo avrebbe impiegato uno spionaggio contro gli americani e che dopo aver preso siti web americani, conti americani di privati e istituzioni, li avrebbe poi dati al contenitore d'informazioni Wikileaks con lo scopo di metterli su internet, Trump esprimendo forte dubbio le rimbrotta di non poter lei dire né l'America se si tratti della Russia, della Cina, o di qualcun altro. Non le piace Putin, intercala Trump, perché l'ha raggiunta in Siria a ogni suo passo.

"Non è la Russia a volere lo scontro, ribatte Putin, piuttosto trovare i punti che sono in comune accordo e risolvere i problemi globali, nell'interesse sia di americani e russi così come quelli di tutto il mondo".

La domanda rimane, chi avrà spiato chi, cosa, e perché? Che probabilmente però non è neanche il problema essenziale.

Autore eclidor
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