Barnard, "Ecco le bugie sull'uscita dall'Euro"

Paolo Barnard parla dell'uscita dall'euro dell'Italia, svelando alcune menzogne e disinformazione molto diffusa tra l'opinione pubblica. Certamente l'uscita dalla moneta unica dovrebbe essere gestita in modo sapiente, "è come un trapianto di cuore" sostiene Barnard. Ma se l'uscita viene effettuata in modo ordinato, non ci sarebbero problemi, e avremmo altro che guadagnare.

Vediamo quali sono le convinzioni errate più comuni:

LA SVALUTAZIONE. E' il primo argomento di "terrorismo psicologico" di chi difende l'euro. Secondo Barnard il problema non si pone, perché ci sarebbe una gran richiesta di Lire, e ad essere svalutato sarebbe, forse, l'euro. Secondo gli economisti Borghi e Bagnai invece ci sarebbe una svalutazione, ma questa sarebbe utile per il rilancio del paese, e sarebbe ben presto compensata. Difficile dire chi abbia ragione, ma sicuramente il vero problema è restare nell'euro, non uscire.

IL PETROLIO. Secondo Barnard la svalutazione non penalizzerebbe l'acquisto del petrolio, e comunque l'energia rappresenta un capitolo di spesa poco importante per il paese.

I NOSTRI RISPARMI. Secondo Barnard tornando alla lira, si svaluterebbe l'euro, come detto sopra, pertanto eventuali debiti in euro si ridurrebbero. E non ci sarebbe nessun "cataclisma".

Che da quando è stato introdotto l'euro il paese sia declinato, è dinnanzi agli occhi di tutti. L'euro è una moneta sovranazionale gestita da una banca privata, a cui non corrisponde nessuno stato. E' una moneta unica, ma ai tedeschi viene prestata dalle banche al tasso dell'1%, mentre in Italia il tasso è molto più alto, 3-4% e talvolta anche di più, come durante il periodo della cosiddetta "emergenza spread", provocata ovviamente da chi gestisce i "mercati".
Autore veritanwo
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